Anatomia Umana                                        Università Magna Græcia di Catanzaro

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 "Diversi anni or sono, Donald Campbell ha posto le basi per una nuova concezione della teoria della conoscenza, mettendo in evidenza come- essendo la condizione umana un risultato dell'evoluzione biologica- la stessa evoluzione sia di fatto un fenomeno conoscitivo:la crescita dei saperi, il pensiero e la memoria sono da intendere nell'ambito della selezione naturale. Considerazioni di questo tipo fanno sì che l'espressione"evoluzione della cultura" si carichi di notevoli conseguenze. Il termine "evoluzione" si riferisce infatti a processi naturali di cui sono note varie caratteristiche. Due di queste sono particolarmente interessanti. In primo luogo, i processi evoluitivi non sono governati da un progetto precostituito; in secondo luogo, essi non si svolgono in modo da raggiungere scopi prefissati e non possiedono una direzione intrinseca"

E. Bellone, La Stella nuova. L'evoluzione e il caso Galilei,Einaudi,2003

"...perchè (le filosofie prevalenti nel panorama italiano,ndr) alimentano una certa accezione soggettiva, retorica, eroica della filosofia;perchè sono più "serie" che "rigorose" (come avrebbe riconosciuto Heidegger, ma intendendo che la "serietà" fosse il valore); perchè sono sempre un pò a disagio nelle costruzioni della logica e dell'argomentazione stringente; perchè sono filosofie che troppo spesso rischiano di perseguire un rinnovamento radicale dei dizionari fine a se stesso, compiaciute di paradossi e di eccessi di proliferazioni concettuali; perchè si preoccupano sempre di tenere a distanza la scienza , sia come oggetto di indagine (in quanto tale per lo più identificato con la tecnologia  e visto, soprattutto dai cattolici, come minaccia per l'etica), sia soprattutto come modello metodologico e come forma di comunicazione (Heidegger.....è colui che più influentemente ha insegnato a combattere qualsiasi contaminazione tra scienza e filosofia fino a dire....che "il concetto di una filosofia scientifica è un non-concetto"

Alessandro Pagnini in La Filosofia Italiana in discussione.Bruno Mondadori, 2001

 "….non ha senso parlare di giovani come di una categoria omogenea: Ci sono tante condizioni giovanili, tanti quindi percorsi verso la vita adulta e dunque non dobbiamo vedere nei giovani solo omologazione     perché non è vero che la cultura di massa voglia dire uniformità ed appiattimento. Essa rappresenta piuttosto la base comune sulla quale si sviluppano modi individuali e differenti”.

(5° Rapporto IARD sulla condizione giovanile ,Il Mulino 2002)

 

In questa fase  di delicata  trasformazione degli studi universitari penso sia opportuno stabilire un dialogo sempre  più aperto e continuo con gli studenti usufruendo di un canale di comunicazione reciproca che possa contribuire ad “orientare” in maniera sempre più proficua sia gli studenti come anche i professori.

Questo  sito si propone alcuni obiettivi: a) sito di servizio per gli studenti in quanto attraverso e-mail  si potranno iscrivere agli esami  b) attraverso Bacheca saranno informati su le date degli esami/esercitazioni e delle eventuali variazioni. c)con l’articolo della settimana si potranno fare degli approfondimenti scientifici d)  si potranno visionare tutti i programmi e l’orario delle lezioni  e)  l’indicazione di alcuni siti di particolare interesse scientifico f) verranno segnalati alcuni libri che fanno riferimento al sapere biomedico g) dalla stampa e dal web permetterà di segnalare  temi e problemi rilevanti per la formazione e  la professione  del medico

Comunque  non vorrebbe essere solo un sito “di servizio”; avrebbe ben altre ambizioni.Rivolgendomi a studenti del primo anno di corso della Facoltà di Medicina e Chirugia (Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia- Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria)  si vorrebbe comunicare loro  un messaggio fondamentale, che è alla base dell’organizzazione del corso di Anatomia Umana,  come anche, il che è decisamente più importante, della professione medica :l’inscindibile unitarietà  del corpo umano considerato come il prodotto dell’adattabilità nell’alveo del cammino evolutivo. Pensiamo sia   importante fino dall’inizio   degli studi medici avere ben presenti le radici della nostra specie/civiltà come quelle  della professione medica  Questa insistenza a considerare il corpo umano come un nesso inscindibile di Soma e Psiche deriva anche  dalla necessità che si farà sempre più urgente  di rendere sempre più umano il rapporto medico-paziente affinché la tecnologia che produce  risultati  sempre più entusiasmanti non si trasformi quale "artificio" utile all'uomo in "strumento" di incomunicabilità  fra il medico ed il malato. :” Come forse hai sentito dire anche tu, a proposito dei medici valenti, se qualcuno va da loro perché ha male agli occhi, essi gli dicono che non si possono curare gli occhi da soli, ma bisogna curare contemporaneamente anche la testa se si vuole che i primi tornino ad essere sani, e che il credere di poter curare la testa di per se stessa, senza tener presente il corpo nel suo insieme, è veramente insensato”( Platone. Alla ricerca della sapienza segreta G.Reale, Rizzoli,1998) Da qui la ragione di avere optato per un esame unico di Anatomia Umana affinché lo studente si abitui fin dai primi anni della sua carriera universitaria a gestire in maniera unitaria le   informazioni/concetti che andranno progressivamente aumentando  durante l’intero arco degli studi .Ovviamente l’Anatomia Umana nel corso degli anni si è evoluta: l’embriologia da descrittiva si è fatta oggi genetica e molecolare ottenendo sorprendenti successi con la scoperta, solo per fare un esempio, dei geni omeotici di quei geni Master che come architetti specificano le posizioni rispettive degli organi all’interno dei vari segmenti corporei, geni questi che posizionati negli insetti in un unico cromosoma  si sono evoluti moltiplicandosi occupando ben quattro cromosomi nei vertebrati;   geni ancora che hanno contribuito alla nascita di una nuova disciplina scientifica: Evolutionary Developmental Biology(Evo-Devo, vedi in biblio:48-53)

"I biologi che considerano gli animali nella loro “interezza”, compreso chi scrive, non possono che provare un enorme senso di speranza e gratificazione quando i colleghi di formazione molecolare e sperimentale riconoscono l’utilità di dati tanto spesso ignorati e disprezzati perché ritenuti antiquati e superati….Nel momento in cui i biologi molecolari non solo apprezzano questi dati classici in maggior misura di quanto riescano a fare i cultori dei campi tradizionali della scienza, ma li utilizzano anche più proficuamente di loro, è davvero possibile sperare in una biologia integrata:basata sulla prospettiva-tanto spesso espressa, ma fino a poco tempo fa così scarsamente realizzata- che il livello molecolare e quello degli organismi possano finalmente consumare la loro unione nel campo comune della biologia dello sviluppo".(Stephen Jay Gould La struttura della teoria dell'evoluzione2003, Codice Edizioni)

Dicevamo dell'evoluzione dell'Anatomia  e dunque ci è facile fare riferimento agli enormi progressi di quella che si definisce Anatomia per Immagini(TAC-PET-RNM etc)  che grazie agli importanti avanzamenti  ci  permette nel vivente e non più nel cadavere di vedere l’organizzazione morfofunzionale degli organi; e poi la microscopia confocale che ci consente  di apprezzare la tridimensionalità a livelli prima impensati. Durante lo svolgimento del Corso cercheremo di correlare ed articolare  queste informazioni, che certamente arricchiscono il nostro potere conoscitivo, avendo  ben presenti quelli che sono gli obiettivi di un corso di Medicina: formare un medico di medicina generaleA parte le diagnosi difficili, che richiedevano il mio parere di medico, la maggior parte dei consulti erano fatti di domande precise:””Ho la tale malattia, mi propongono tal trattamento o il tale intervento, lei cosa ne pensa?Quale èquipe medica o  chirurgica è la più competente nel mio caso?Che cosa farebbe al mio posto?Accetterebbe di coordinare le terapie? Non è che si sta seguendo una pista falsa? La mia specializzazione di internista mi ha preparato in modo particolare a questo tipo di colloqui.L’assenza di tecnica, propria della nostra disciplina, che mira alla pratica  di una medicina globale, all’intersezione della medicina generale con  le specialità che riguardano i vari organi ci permette forse di adattarci più facilmente a  questa situazione

La nuova funzione di consigliere medico non può che far tornare di moda e rafforzare il concetto del “medico di famiglia”. Questo ritorno alle origini non è un passo indietro,ma la presa di coscienza della preminenza dei rapporti umani sull’onnipotenza della tecnica, che non è altro che uno strumento perfezionato e non un fine in sé.(Gli eredi di Ippocrate. Memorie di un medico del nostro tempo.P.Godeau,Bompiani,2002 )

 

Da sempre lo studio e la comprensione dell’anatomia umana è stato inserito nel più ampio contesto della filogenesi  come anche ha compreso la conoscenza delle dinamiche dello sviluppo embrionale.A riprova di quanto andiamo dicendo fanno fede i due maggiori trattati "moderni" di Anatomia UmanaTestut e Chiarugi come anche  l’Anatomia del  Gray libro con un importanti riferimenti sia  alla filogenesi che all’ontogenesi.  Come sostiene il premio Nobel Gerald Edelman: " Il periodo embriofetale si inserisce con le sue leggi e fenomeni  all’interno del processo evolutivo contribuendo in maniera peculiare alla costruzione di un individuo con caratteristiche di specie ma anche innegabilmente con tratti di irripetibile individualità che non possiamo considerare determinata esclusivamente dai  geni ..….i successi della genetica molecolare consentono di distinguere l’animato dall’inanimato, ma non spiegano in modo soddisfacente l’origine delle proprietà funzionali, interessanti o essenziali, degli oggetti viventi, quelle cioè che li rendono tali….. è molto difficile spiegare, per esempio, i tipi,  le configurazioni o le forme degli animali complessi, riducendoli, mediante semplici processi deduttivi, a proprietà delle strutture tridimensionali delle proteine.Tuttavia sono proprio questi tipi, forme e configurazioni dell’animale a dargli la sua funzione globale e il suo comportamento, a fornire, in ultima istanza, la base su cui poggiano eventi straordinari come l’evoluzione del cervello umano e la coscienza. In questo senso, dunque, la domanda “Che cosa è la vita?” è formulata ambiguamente.Infatti, oltre a ciò che distingue il vivente dal non vivente, vorremmo riuscire a spiegare esaurientemente, in termini sia di genetica molecolre sia evoluzionistici, certi importanti tratti fenotipici come la morfologia e la funzione cerebrale. (Topobiologia, G.Edelman Bollati Boringhieri  1993)

 

Parlare, peraltro, di evoluzione in un corso di anatomia è  naturale lo si è sempre fatto e noi pensiamo lo si debba  continuare a fare, perché  affrontare le problematiche concernenti l’evoluzione    significa anche “ …esplorare le conseguenze intellettuali e culturali del concetto di evoluzione.Si tratta cioè di illustrare come questa idea possa avere una grande importanza anche per la cultura in generale, cioè per il nostro modo di vedere il mondo, la sua costituzione e la sua relazione con la nostra cultura....Non si possono comprendere né la biologia cellulare né quella molecolare o dello sviluppo senza una attenta riflessione sull’essenza dell’evoluzione biologica.Secondo alcuni anche la pratica medica ne uscirebbe avvantaggiata.L’evoluzione biologica è la grande storia nella quale si colloca anche la nostra storia. L’una e l’altra sono il fondamento della nostra realtà. Conoscerle è essenziale per comprenderci”” (Le forme della vita.  E.BoncinelliEinaudi2000). Parlare  di evoluzione significa, viepiù,   gettare uno sguardo  sul  perché ci ammaliamo :"

"In realtà, esiste una tradizione clinica ispirata ai concetti della genetica fisiologica ed evoluzionistica che ha già elaborato una riflessione sulla definizione di salute e  malattia, la quale incorpora una relazione tra genotipo e fenotipo  dotata sia di un senso biologico e medico più realistico di quella che fa riferimento al paradigma genetico-biochimico. Alla base vi è il concetto che la malattia esprime una limitazione individuale delle capacità adattative in rapporto all'ambiente.....Collocando l'origine delle malattie in una prospettiva al contempo funzionale, genetica ed evoluzionistica, ne risulta che ogni paziente è una manifestazione unica della malattia (non un caso tipico di malattia), le cui esigenze di trattamento sono altrettanto uniche....La medicina sperimentale si è concentrata sulle cause prossime, che in effetti sono quelle che interessano il ricercatore che vuole riprodurre sperimentalmente la malattia e la sua patogenesi, o il medico dell'unità di cura intensiva che deve occuparsi del paziente. Ma per una prevenzione davvero efficace delle malattie, ovvero per poter intraprendere trattamenti più efficaci in relazione alla variabilità individuali delle risposte, è necessario prendere in considerazione anche le cause remote, ovvero l'origine degli agenti patogeni, le forme che la malattia può assumere nei diversi individui ed il grado di vulnerabilità individuale in diverse fasi della vita."( G. Corbellini in La Nuova Odissea  a cura di Pino Donghi, Laterza 2002) Ed ancora"L'incapacità di assimilare l'impianto teorico dell'evoluzionismo ha pertanto determinato l'affermazione in medicina di una immagine assolutamente parziale dell'organismo e delle sue funzioni patologiche.Esso è stato visto come un ente quasi formale, invariabile, largamente indipendente dalla sua storia, dalla storia della sua specie e dell'ambiente. Allo stesso modo, la medicina non è stata sufficientemente in grado di contemplare e confrontarsi con l'assoluta individualità delle malattie, con il loro legame alla dimensione filogenetica in cui si è snodata la storia della specie umana." (Emozioni e Malattia. Dall'evoluzione biologica al tramonto del pensiero psicosomatico. S.Canali,L.Pani Bruno o Mondadori 2003). E' certo anche che del potere  euristico dell'approccio evoluzionistico alla malattia ne beneficerà anche la comprensione della eziopatogenesi dei tumori"Il cancro è onnipresente in natura, in un certo senso è parte della natura. Ma c'è qualcosa di particolare nella condizione umana e nell'incidenza elevata dei tumori nella nostra società, qualcosa che riguarda il modo con cui abbiamo cambiato le regole del gioco evolutivo, ritrovandoci coinvolti in una sorta di conflitto fra natura e cultura.. ciò che spero il nuovo approccio darwiniano fornisca è uno strumento valido per poter rispondere a importanti interrogativi che ci riguardano tutti:perchè esiste il cancro? perchè un organismo sano non riesce ad eliminarlo?perchè è tanto diffuso?perchè vi sono molti fattori di rischio?perchè i migliori tentativi terapeutici in genere falliscono?......." M.Graves,La Sfida più Difficile. L'Eredità Evolutiva del Cancro.Einaudi 2003; si veda anche la voce Cancro in Dizionario Biologico,Utet, redatta da G.Corbellini)

In questi  anni la medicina è cambiata e sta cambiando. Come testimoniano gli interventi e le discussioni ospitate da alcune fra  più prestigiose riviste mediche (JAMA, Lancet),esiste da tempo un dibattito aperto su come debbono essere organizzati i corsi universitari  ma  ci si interroga anche su quello che deve essere lo statuto fondativo della medicina. del XXI secolo. Si veda in proposito,  a titolo esemplificativo ,uno stringente editoriale  pubblicato dalla rivista Gastroenterology (2003;124:1178)) a firma di R.Balfour Sartor, M.D. e Senior Associate Editor della stessa rivista dal titolo chiaramente esplicativo :"Translational research:Bridging the Widening Gap Between Basic and Clinical Research" , dove si lamenta la mancanza di ricercatori, con una formazione ed esperienze tali, da poter fare da ponte fra le cosiddette ricerche biomediche di base e quelle cliniche e allo stesso tempo si auspica che le università si organizzino per formare figure di questo tipo le uniche adeguate ad affrontare le sfide della medicina del XXI secolo.A questo proposito non potendo entrare nel merito di un dibattito ampio, aperto e tutt’ora in corso, facciamo nostre le ragioni argomentative del Prof. Corbellini  perché riescono a contemperare in una visione unitaria istanze che spaziano dalla genetica alla biologia molecolare alle tematiche pertinenti l’evoluzione insieme a quelle concernenti la biologia dello sviluppo  riuscendo a disegnare uno scenario della medicina che tiene insieme tutti questi saperi e fatto che ci rende ancor più convincenti le sue riflessioni pone come centrale l’individualità dell’uomo che si ammala,costringendo  i cultori delle varie discipline  biomediche a confrontare le loro argomentazioni con questa ineludibile ,irripetibile singolarità : "E' difficile negare che alla medicina manchi oggi soprattutto un'idea forte, allo stesso tempo esplicativamente ed euristicamente potente, ma anche epistemologicamente flessibile,Una mancanza che si avverte tanto più in un momento in cui gli sviluppi delle conoscenze e tecnologie genomiche e post-genomiche, insieme al potenziamento degli strumenti di immagazzinamento, elaborazione e trasferimento delle informazioni richiedono al medico non solo la capacità di accedere ai dati e alla letteratura, che con internet sono però oramai anche alla portata dei suoi pazienti, ma soprattutto quella di orientarsi selettivamente e interpretare le informazioni in relazione al contesto storico sociale ed esistenziale pertinente per rispetto a un problema medico.Per rispondere a tale esigenza la medicina dovrebbe riconsiderare i propri riferimenti teorici e aggiornare il proprio statuto epistemplogico nel senso di inquadrare l'approccio alla malattia e alle persone malate e sane in una prospettiva che sappia affrontare scientificamente la dimensione individuale delle condizioni di salute e malattia........Al di là delle strategie didattiche e delle integrazioni curricolari sin qui privilegiate per affrontare i problemi della formazione medica , probabilmente in questo momento serve un quadro di riferimento teorica che consenta di insegnare in modo epistemologicamente coerente che la malattia è causata tanto dalla biologia quanto dai cambiamenti nell'organizzazione politico-economica e culturale della società, e che per affrontarla efficacemente ci si deve indirizzare utilizzando gli strumenti dimostrabilmente più adeguati verso qualsiasi componenete causale accessibile all'intervento.Una prospettiva evoluzionistica risponderebbe proprio a questa istanza"( G.Corbellini, Il Laureato post-genomico, Janus 2001,2:10-19) Non basta in buona sostanza,  per render più umano il rapporto medico- paziente nell’età della tecncia attivare nel curriculo degli studi medici discipline quali:FilosofiaMorale,Bioetica Sociologia  e Psicologia.

     

La disciplina anatomica quindi, che si insegna ai primi anni del corso di Medicina   può plausibilmente essere intesa come metafora /paradigma della moderna concezione della medicina perchè l' approccio olistico allo studio del corpo che da sempre caratterizza  questa materia è originato dalla consapevolezza che la " morfo-logia"  potesse esprimere a pieno i suoi poteri conoscitivi  solo  correlandola strettamente alle dinamiche dello sviluppo embriologico  come anche inserendola nel più ampio panorama della filogenesi.

Non si esagera dicendo che la scienza etica di Socrate, che nei dialoghi platonici occupa il centro della disputa, non sarebbe stata pensabile senza il modello della medicina, a cui Socrate spesso si richiama. Questa le è affine più di ogni altro ramo tra quelli allora noti della conoscenza umana, matematica e scienze naturali comprese.Non solo per questo, però, la medicina greca merita di essere valutata, per essere stata cioè, nella storia dello spirito grado preliminare della filosofia socratica platonica ed aristotelica, bensì anche perché essa, nella forma che raggiunse in quel tempo, valicò per la prima volta i limiti di una mera tecnica artigiana e si fece forza culturale, elemento di guida intellettuale nella vita del popolo greco. Da allora la medicina divenne sempre più, anche se non senza opposizioni, parte costitutiva della cultura greca…, posizione, questa, che essa non ha più riconquistato nella cultura moderna. La scienza medica del nostro tempo, nata nell’età dell’umanesimo dalla resurrezione della letteratura medica dell’antichità, pur nel mirabile grado di sviluppo a cui è giunta, non somiglia più in questo alla sua antica madre, chiusa com’è nei limiti severi della specifica competenza.” (Werner Jaeger citato da G.Reale in Quale Ragione ? ,G.Reale,D.Antiseri,Raffaello Cortina ,2001)

Per quello che ci è dato comprendere, sembra di poter dire che stiamo assistendo ad un rinnovato interesse per quelli che si definiscono "vincoli biologici" e sempre più ricercatori siano essi medici,biologi ,psicologi  e filosofi individuano in quella che si designa come  "naturalizzazione dell'umano" un approccio conoscitivo con un forte potere euristico che in prospettiva ambirebbe alla ricomposizione delle cosiddette "due culture"

"La clinica è essa stessa conoscenza, ma il sapere clinico è un sapere per fare, laddove il sapere che guida la ricerca e che da questa scaturisce è , alla fine, un sapere per sapere. Dal punto di vista del senso comune, l'intenzionalità che domina la clinica e la riceca biomedica è la medesima: condurre la lotta contro le malattie e la morte.In realtà, a misura che l'indagine si fa sempre più complessa  e sofisticata- il che è evidente soprattutto in taluni settori della genetica e delle discipline immunologiche-,il telos che appare nell'orizzonte del ricercatore è sempre meno la malattia e sempre più l'origine e la natura della vita" (F. Voltaggio La Medicina come scienza filosofica,Laterza,1998). Ed ancora:"In questa immagine-caratteristica di buona parte della seconda metà del XX secolo, l'uomo è essenzialmente un produttore di rappresentazioni:uno che sogna e racconta i suoi sogni, scrive storie e romanzi, elabora ideologie e aderisce ad esse, ha aspettative economiche, progetta edifici e oggetti d'uso, inventa immagini e slogan pubblicitari, parla di sè e degli altri, racconta barzellette e prega. L'uomo di Hans-Georg Gadamer e Roland Barthes, di Claude Lèvi-Strauss e di Umberto Eco, Jacques Le Goff e Pierre Bourdieu, sembra avere un corpo solo per averne un'immagine, sembra appartenere a una specie animale solo per poterne trasmutare la realtà biologica nei più variegati miti etnici, e sembra avere un cervello solo per potervi seppellire da qualche parte il più fecondo degli elaboratori di miti, l'inconscio." (Filosofia e Scienza Cognitiva,D.Marconi,Laterza 2001) Se questa è la gran parte dell'eredità che il XX secolo ci ha lasciata, con Marconi altresì vogliamo sottolineare che: "Non sono pochi a pensare che lo studio del cervello obbligherà ad una revisione radicale dei concetti e dei modelli della scienza cognitiva, e innanzi tutto all'abbandono dell'analogia tra mente e computer, che ha svolto nella scienza cognitiva un ruolo euristico così fondamentale. E' questa, forse, la principale sfida teorica dei prossimi anni: una vera ricomposizione dell'uomo biologico e dell'uomo culturale sarà possibile solo se i processi cognitivi potranno essere compresi a partire dal funzionamento del cervello. Solo a quel punto si potrà fondatamente parlare di comprensione scientifica della natura umana....... In tutti i casi, è difficile negare che la scienza cognitiva abbia influito in modo determinante -insieme alla forte ripresa d'interesse per il darwinismo- sulle coordinate del dibattito filosofico attuale. La scienza cognitiva ha mostrato, se non la realizzabilità, almeno la concepibilità del programma naturalista; e i suoi risultati hanno ridato cittadinanza all'idea di una natura umana universale.( D.Marconi ,idem)

Se quelle delineate da Marconi, come noi pensiamo, rappresentano le linee di pensiero più feconde certo si è che la  strada  da fare è ancora molta, perchè, come giustamente ci ricorda nel suo recentissimo libro (Cosa significa essere scimpanzè al 98%.Feltrinelli,2003) l'antropologo molecolare Jonathan Marks"......l'universo delle somiglianze genetiche è piuttosto diverso dai nostri preconcetti sul significato delle somiglianze.Per esempio, la struttura stessa del DNA prevede differenze non superiori al 75% per quanto possano essere diverse le specie messe a confronto. Eppure il fatto che il nostro DNA sia simile a quello di un soffione per oltre il 25% non comporta che noi siamo soffioni per più di un quarto, ammesso che abbia senso parlarne.......La natura e la cultura agiscono in maniera sinergica.Se l'umano è una torta,la cultura è come le uova,non come la glassa,è una parte inseparabile, non una crosta  superficiale.Quello che gli umani fanno, o sembrano, è il prodotto di entrambe."

" Fra le dispute che dividono da decenni gli scienziati alle prese con i misteri dell'evoluzione ve n'è una che spicca su ogni altra per intensità ed ardore:una polemica puntigliosa, arguta, combattuta sulle pagine delle riviste più prestigiose del settore, ma non di meno capace di guadagnarsi la ribalta delle cronache giornalistiche e di creare vere e proprie fazioni accademiche. Per più di venti anni Richard Dawkins, l'etologo inglese famoso per la sua metafora del"gene egoista", e il rivale Stephen J.Gould, il paleontologo di Harvard noto per i brillanti saggi di storia naturale e per la teoria degli equilibri punteggiati, formulata insieme a Niles Eldredge nei primi anni Settanta del Novecento, non si sono risparmiati colpi per contendersi l'eredità di Charles Darwin."(Telmo Pievani,Un duello all'ombra di Darwin, Prefazione al libro: La sopravvivenza del più adatto di Kim Sterelny)

La citazione che sopra abbiamo riportato si riferisce al dibattito ancora in corso  relativamente ai concetti di   evoluzione ed  adattamento  che costituiscono i principi che informano  la teoria della Selezione Naturale quale fu proposta da  Darwin. La teoria darwiniana  è stata ed è rivisitata alla luce dei contributi di molti ricercatori: Dobzhansky,Lewontin, Gould,Eldredge,Kauffman,Dennett,Dawkins, Kimura,Wolpert,Waddington,Bateson,Mayr,Provine.Su queste problematiche   esiste una letteratura sterminata e per quello che sono le nostre conoscenze sull'argomento, certamente parziali ed assolutamente da non specialisti, si consigliano alcuni testi che ci sembrano rappresentare fedelmente il dibattito in corso:L'idea pericolosa di Darwin.D.Dennet,Bollati Boringhieri 1997/2004; La struttura della teoria dell'evoluzione,S.J.Gould,Codice Edizioni,2003,La sopravvivenza del più adatto-Dawkins contro Gould,K.Sterelny,Raffaello Cortina 2004; Giochi Aperti in Biologia. Una riflesssione critica su adattamento,struttura,specie..B.Continenza-E.Gagliasso.Franco Angeli1996; La Medicina Darwiniana,Fabio Zampieri,in Systema Naturae,vol.5,pp.115-192,2003.)Si consulti anche le voci :Adattamento, Specie, Teoria Sintetica, Darwinismo,Equilibri punteggiati,Filosofia della Biologia, Ontogenesi-Filogenesi,Selezione, Biologia dello Sviluppo, lemmi ricchi di riferimenti bibliografici,in , Dizionario di Biologia, UTET,2003.

Per saperne di più:

  1. Biologia dello Sviluppo- E.Boncinelli,Carocci 2001

  2. Le grammatiche del vivente- G.Corbellini,Laterza 1999

  3. La Medicina di Darwin a cura di P.Donghi  Laterza 1998

  4. Cells Embryos and Evolution,J.Gerhart-M. Kirschner,Blackwell Science Inc.USA 1997

  5. Pattern formation during development,Cold Spring Harbor Symposia on Quantitative Biology, Volume LXII,1997

  6. Brain Mapping.The Methods.A.W.Toga,j.C.Mazziotta,Academic Press,2002

  7. Chimere Cloni e Geni, N.Le Douarin, Bollati Boringhieri,2002

  8. Dio creò la mosca.E la moderna biologia ci spiega perchè.M.Brookes,Longanesi,2003

  9. Il limite ed il ribelle.Etica, naturalismo, darwinismo.G.Boniolo,Raffaello Cortina,2003

  10. Filosofie delle scienze. a cura di Nicla Vassallo,Einaudi,2003(in particolare i capitoli:Filosofia della Biologia,D.M.Walsh-Filosofia della Medicina,G.Corbellini-Filosofia della Psicoanalisi,A.Pagnini-Filosofia delleScienzeCognitive,M.Frixione)

  11. Dizionario Biologico. a cura di A.Fasolo,UTET,2003

  12. Perchè ci ammaliamo. Come la medicina evoluzionista può cambiare la nostra vita.R.M.Nesse,G.C.Williams,Einaudi,1999

  13. I corpi e le cose.Un modello naturalistico di conoscenza.Enrico Bellone,Bruno Mondadori,2000

  14. Il problema della forma in biologia.G.C.Webster,B.C.Goodwin, Armando Ed.1988.

  15. Epistemologia,clinica medica e la "questione" delle medicine"eretiche".D.Antiseri,G.Federspil,C.Scandellari,Rubbettino,2003

  16. Filosofia della medicna.H.R.Wulff,S.Andur Pedersen,R.Rosenberg,Raffaello Cortina,1995

  17. La natura e la regola.J.P.Changeux,P.Ricoeur,Raffaello Cortina,1999

  18. Anatomia Comparata dei Vertebrati.G.C.Kent,Piccin,1997

  19. Manuale di Anatomia Comparata dei Vertebrati,E.Padoa,Feltrinelli,1996

  20. Zoologia Evolutiva,E.Balletto,Zanichelli,1995

  21. Biologia Evolutiva e Comparata dei Vertebrati,F.H.Pough,J.B.Heiser,W.N.Mcfarland,Casa Editrice Ambrosiana,1993

  22. Anatomia comparata dei vertebrati,M.Hildebrand,Zanichelli,1992

  23. Biologia dello Sviluppo,L.Wolpert et al..Zanichelli,2000

  24. Biologia dello Sviluppo,S.F.Gilbert,zanichelli,1996

  25. Embriologia Umana,W.J.Larsen,Idelson-Gnocchi,2002

  26. Embriologia medica di Langman,T.W.Sadler, Masson,2002

  27. Altre Menti.Lo studio comparato della cognizione animale.G.Vallortigara,Il Mulino,2000

  28. L'immunologia dell'io.A.I.Tauber,McGraw-Hill 1999

  29. Le trame dell'evoluzione.N.Eldredge,Raffaello Cortina,2002.

  30. Ripensare Darwin,N.Eldredge,Einaudi,1999

  31. Nascita della Clinica.Una archeologia dello sguardo medico.M.Foucault,Einaudi,1998

  32. Introduzione alla medicina.G.Cosmacini,C.Rugarli,Laterza,2000

  33. L'Arte Lunga.Storia della Medicina dall'Antichità a oggi.G.Cosmacini,Laterza,1997

  34. Le dispute della medicina.H.Hellman.Raffaello Cortina,2002

  35. Filosofia della pratica medica.I.Cavicchi,Bollati boringhieri,2002

  36. Corpo,anima e salute.G.Reale,Raffaello Cortina,1999

  37. Le origini della vita. dalle molecole organiche alla nascita del linguaggio.J.Maynard Smith,E.Szathmary,Einaudi,2001

  38. La culla della vita.J.W.Schopf,Adelphi,2003

  39. Al cuore della vita.Il suicidio cellulare e la morte creatrice.J.C.Ameisen,Feltrinelli,2001

  40. Storia del pensiero biologico.Diversità, evoluzione,eredità.E.Mayr,Bollati Boringhieri,1990

  41. Prima lezione di Scienze Cognitive.P.Legrenzi,Laterza,2002

  42. Prima lezione di Neuroscienze.A.Oliverio,Laterza,2002

  43. La Psicoanalisi come esercizio critico.G.Jervis.Garzanti,1994

  44. Psicologia dinamica.G.Jervis,Il Mulino,2001

  45. Post-human.Verso nuovi modelli di esistenza..R.Marchesini.Bollati Boringhieri,2002

  46. Il sè sinaptico.J.LeDoux Raffaello Cortina, 2003

  47. La struttura della teoria dell'evoluzione.Stephen Jay Gould.Codice Edizioni 2003

  48. Cell and Developmental Biology-A Shared Past, an Interwined Future. R.E.Dawes-Hoang,E.F.Wieschaus, DEVELOPMENTAL CELL,1,27-36,2001

  49. Were Cell Biology and Developmental Biology Meet.V.Siegel, D.Sweet.DEVELOPMENTAL CELL,1,1,2001

  50. The Bithorax Complex:The First Years.NOBEL LECTURE, 8 Dicembre,1995, by Eduard B. Lewis

  51. From Molecular Patters to Morphogenesis .The Lessons from Drossophila.NOBEL LECTURE, 8 Dicembre,1995, by Eric Wieschaus

  52. The Identification Of Genes Controlling Development in Flies And Fishes.NOBEL LECTURE. 8 Dicembre,1995,by Christine Nusslein-Vohlard

  53. The Journey of a Biologist.  Lettura per il Premio Balzan (2002) per la Biologia dello Sviluppo  by Walter J.Gehring

  54. Tempo delle cose, tempo della vita, tempo dell'anima.E.Boncinelli,Laterza 2003

  55. Galileo e il fotodiodo.Cervello, complessità e coscienza.G.Tononi,Laterza.2003

  56. La specie Simbolica. Coevoluzione di Linguaggio e Cervello.T.W.Deacon, Giovanni Fioriti Editore

  57. Evoluzione umana.Una prospettiva Neuropsicologica.J.H.Bradshaw,Giovanni Fioriti Ed.2001

  58.  Lo Stato Vivente della Materia. Le frontiere della nuova biologia M.BuiattiUTET,2000

  59. L'editoriale di Gastroenterology mi è stato segnalato dall'amico Prof.Massimo Pinzani, Ordinario di Gastrenterologia,Università di Firenze.

  60. Il dibattito sulla formazione del medico presente nelle riviste JAMA, The  Lancet, è riportato in bibliografia nell'articolo già citato del Prof.Corbellini :Il laureato Post-genomico... JAMA.284,1121-26,2000; The Lancet, 354 33,1999;The Lancet 357.699-703,2001

  61. L'uomo di verità.Jean-Pierre Changeux Feltrinelli 2003

 

Anatomia Umana                                                Università Magna Graecia di Catanzaro