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"La prima lezione che
impariamo dalla letture è come stare soli"
.
Jonathan Franzen
COME STARE SOLI. LO
SCRITTORE, IL LETTORE e LA CULTURA DI MASSA.
Einaudi 2003.
Questo semplice invito
alla lettura vede il libro quale indispensabile
momento di formazione individuale e ineludibile strumento per la
costituzione di un sapere argomentato.Senza volere demonizzare i nuovi
media, il che non solo sarebbe antistorico, ma sicuramente non sortirebbe
nessun effetto vistane la globale prevasività , vorremmo in compagnia
delle riflessioni di prestigiosi intellettuali (Popper,Postdam,Sartori,Simone,Reale,Havelock,McLuan,
Bolzoni ed ancora…) richiamare l’attenzione di tutti noi sul "sapere
che stiamo perdendo" da quando la televisione assurge
imperiosamente a divenire prima maestra in questa fase della nostra
civiltà.Il sapere che stiamo perdendo è figlio della parola scritta, che
ha costituito l’essenza della nostra civiltà fino ai nostri giorni, un
sapere dialogico, astratto, costruttore di concetti, e produttore di
pensiero argomentato.E’il sapere che ha caratterizzato Homo Sapiens,un
sapere lento, che oggi si vede contrastato dalla "velocità "di quello che Sartori ha definito Postpensiero figlio di quella cultura dell’immagine
veicolata prepotentemente della televisione. Se ci sentiamo vicini alle
riflessioni di così tanti prestigiosi intellettuali,ci sembra
comunque
doveroso constatare "pragmaticamente",che per i tragici
eventi trascorsi nell'epoca pretelevisiva il Novecento
è stato definito il "secolo dei totalitarismi" (questo la dice lunga
riguardo alla concezione "strumentale" della cultura, come "antidoto
a" ). Queste nostre precisazioni
vogliono meglio specificare lo spirito di questo modesto invito
alla lettura, che vorrebbe essere figlio di quel pensiero laico che non ha
da proporre nessuna ricetta per assicurare la bontà degli uomini e la
felicità su questa terra.Quello che ci anima vorrebbe essere uno spirito
critico e non succube nei confronti dei nuovi media, senza con questo
volere scagliare anatemi o parlare di fine della civiltà.
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