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Questo spazio è a disposizione di coloro,fra gli studenti, che hanno
qualcosa da dire/comunicare: pensieri in libertà, riflessioni sull’ultimo
libro e/o film, considerazioni sulla “vita da studente universitario”,
brani da romanzi/saggi/poesie,immagini……
L’iniziativa nasce
da una bella idea di una studentessa del primo anno di Medicina che
ha voluto fare partecipi tutti noi, in occasione delle vacanze di Pasqua,
della poesia di John Faber, Valore di un sorriso, che apre dunque questo
spazio,
students reserved.
*Tra
i frammenti di Archiloco c’è un verso che dice:
”la
volpe sa molte cose, ma il riccio ne sa una grande”
…..Il
verso può essere assunto, in senso figurato, a indicare una delle più
profonde differenze che dividono gli scrittori, i pensatori e,
addirittura, gli esseri umani in generale.Esiste infatti un grande divario
tra coloro, da una parte, che riferiscono tutto a una visione centrale, a
un sistema più o meno coerente o articolato, con regole che li guidano a
capire, a pensare e a sentire, … e coloro, dall’altra parte, che
perseguono molti fini , spesso disgiunti e contraddittori, magari
collegati soltanto genericamente , de facto, per qualche ragione
psicologica o fisiologica , non unificati da un principio morale o
estetico. La personalità intellettuale o artistica del primo tipo
appartiene ai ricci, la seconda alle volpi;…….e senza neanche preoccuparci
troppo di cadere in qualche contraddizione,possiamo dire che, in questo
senso, Dante appartiene alla prima categoria, Shakespeare alla seconda;
Platone, Lucrezio, Pascal, Hegel, Dostoevskij, Nietzsche, Ibsen, Proust,
sono in varia misura ricci; Erodoto, Aristotele, Montaigne, Erasmo,
Moliere, Goethe, Puskin, Balzac, Joyce, , sono volpi.
Isaiah Berlin,IL
RICCIO E LA VOLPE, Adelphi,1986.
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