FACOLTÀ di GIURISPRUDENZA

3. Moduli didattici

La valutazione in crediti dell’attività di apprendimento dello studente si riflette anche sulla organizzazione didattica. Allo stato, esistono le condizioni ottimali per realizzare integrazioni didattiche e funzionali tra i vari insegnamenti, peraltro già sperimentati negli anni trascorsi da alcuni docenti della Facoltà di Giurisprudenza.

Al fine di assicurare condizioni organizzative uniformi, la Facoltà di Giurisprudenza ha stabilito che gli insegnamenti afferenti ai corsi di laurea di nuovo ordinamento potranno essere articolati in moduli didattici sulla base delle seguenti regole.

A.

Ferma restando la responsabilità didattica del docente titolare dell’insegnamento, singoli moduli, di durata non inferiore a 15 ore e non superiore a 30, possono essere affidati ad altri professori o ricercatori afferenti al medesimo settore scientifico disciplinare. In tal caso, l’affidamento del modulo è stabilito dal Consiglio di Facoltà su richiesta del docente titolare dell’insegnamento.

B.

Il docente che sia titolare di un insegnamento ricompreso nell’ambito formativo di base, caratterizzante o affine-integrativo (cioè: le materie c.d. obbligatorie) ed al quale venga affidato altro insegnamento, ricompreso nell’ambito delle attività formative a scelta dello studente (cioè: le materie che potremmo ancora definire facoltative), può organizzare moduli comuni ai detti insegnamenti. In tal caso, l’impegno orario globale del docente non può essere inferiore alle 80 ore di attività didattica in aula. Per la restante quota oraria, pari alla differenza fra la somma delle ore di didattica frontale previste per i singoli insegnamenti e le ore effettivamente svolte, il docente che ha organizzato il modulo comune è tenuto a prestare specifica attività didattica finalizzata al recupero dell’eventuale deficit formativo individuale degli studenti interessati.

C.

Il docente che sia titolare di un insegnamento ricompreso nell’ambito formativo di base, caratterizzante o affine-integrativo (cioè: le materie c.d. obbligatorie) ed al quale venga affidato altro insegnamento, ricompreso nei medesimi ambiti formativi presso altro corso di laurea, può organizzare moduli comuni ai detti insegnamenti. In tal caso, l’impegno orario globale del docente interessato non può essere inferiore alle 100 ore di attività didattica in aula. Per la restante quota oraria, pari alla differenza fra la somma delle ore di didattica frontale previste per i singoli insegnamenti e le ore effettivamente svolte, il docente che ha organizzato il modulo comune è tenuto a prestare specifica attività didattica finalizzata al recupero dell’eventuale deficit formativo individuale degli studenti interessati. Ovviamente, tale disciplina non trova applicazione quando via sia mero rinvio tra l’uno e l’altro corso.

D.

I docenti titolari di insegnamenti diversi possono organizzare moduli comuni ai propri insegnamenti. In tal caso, nulla è innovato in relazione all’impegno orario richiesto per ciascun insegnamento.