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CittadinanzaScientifica
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LA CONSAPEVOLEZZA DI VIVERE NEL XXI SECOLO “La scienza in particolare la ricerca fondamentale è stata nei secoli il motore dell’innovazione.Il mondo ne è consapevole.Per questo, oggi, gli investimenti nella ricerca hanno superato i 1000 miliardi di dollari.L’impegno della scienza, ieri appannaggio di pochi paesi, si è ora positivamente esteso a molti altri.Addirittura, se ne è spostato il baricentro finanziario mondiale, trasferendosi dalle rive dell’atlantico a quelle indo-pacifiche. Fino agli anni 90’ USA, Canada ed Europa costituivano l’asse portante della ricerca di base. Oggi non più. La Cina aumenta i suoi investimenti alla media di un 20% annuo, presto raddoppiandoli; in India crescono dell8%.Analogamente in altri paesi asiatici. In Occidente le cifre delle immatricolazioni degli studi scientifici sono decisamente basse, mentre in Cina gli studenti di quei corsi sono passati in dieci anni da due a sei milioni.Se queste tendenze si confermeranno, nel prossimo decennio più del 90% dei chimici, fisici ed ingegneri sarà asiatico e lavorerà in Asia. In Italia la situazione in proposito è grave, molto grave. E non è percepita come tale dal paese nel suo complesso. I giovani non si orientano nel numero che sarebbe ragionevole ed auspicabile verso le professioni e i saperi scientifici. Negli anni presedenti le immatricolazioni universitarie in quei settori sono calate mediamente di oltre il 55%, con un leggero, ma insufficiente, recupero negli ultimi due anni. Le indagini internazionali (IEA-OCSE) rivelano lacune assai preoccupanti nelle nostre giovani generazioni e nel paese. Questi e molti altri allarmanti indicatori ci mostrano una grave crisi di civiltà. Siamo di fronte ad una pericolosa perdita di peso internazionale, alla contrazione delle opportunità offerte alle nostre giovani generazioni, al rischio della marginalizzazione italiana nella società mondiale della conoscenza”. Gruppo di lavoro interministeriale per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica (2007) www.pubblica.istruzione.it/argomenti/gst/index.shtml
Due in buona sostanza sono i problemi che il nostro Paese si trova a dover affrontare con estrema urgenza: 1.Il nostro sistema formativo è troppo sbilanciato nei confronti della cultura umanistica a discapito della cultura scientifica e questo è un grave freno per lo sviluppo del nostro paese che deve competere a livello mondiale con paesi (Cina India) che formano ogni anno migliaia di ingegneri chimici fisici matematici.2.Dal problema energetico allo smaltimento dei rifiuti , dagli OGM alla procreazione assistita, dalle cellule staminali al problema della privacy e della democrazia in una società sempre più informatizzata al cittadino debbono essere garantite quelle informazioni e quell’abito mentale capaci di fare scelte sempre più consapevoli .Nella società in cui viviamo,sempre più caratterizzata da una pervasività di contenuti scientifici, il cittadino viene sempre più spesso chiamato ad esprimere un parere su tematiche complesse che necessitano un armamentario concettuale e un livello di capacità critica che deve avere la possibilità, e le istituzioni glielo debbono garantire, di coltivare per tutta la vita (life-long learnig).L’Università, che già istituzionalmente vede la sua ragion d’essere nella” libertà della ricerca” quale condizione per aumentare il patrimonio di conoscenze a favore dell’umanità, deve farsi carico non solo di formare adeguatamente i suoi studenti, ma in un mondo radicalmente cambiato, dove il cittadino viene sommerso, sì da risultare impotente, da una miriade confusa e confondente di “informazioni”, l’Università aprendosi alla società e dunque a tutti i cittadini e non solo ai cittadini-studenti, deve contribuire a formare il cittadino del XXI secolo che, piaccia o non piaccia, è immerso e continuamente sollecitato da tematiche/problematiche peculiari dell’epoca in cui gli è dato di vivere . “Nella sua complessa fenomenologia storica, il discorso della cittadinanza provvede ad attribuire diritti ai soggetti secondo strategie retoriche tanto variabili quanto sono diverse le società e le culture prese in considerazione. Mutano , a seconda dei contesti, tanto i soggetti cui il discorso della cittadinanza attribuisce diritti quanto il fondamento che esso invoca a sostengo della sua attribuzione.Potrà essere di volta in volta indicato come fondamento del diritto la natura o la storia, le leggi dello stato o le consuetudini sociali; un determinato diritto sarà volta a volta presentato come un diritto naturale e genericamente umano oppure come un diritto discendente dall’appartenenza alla comunità politica oppure ancora come un diritto statuito dalla decisione sovrana.” Pietro Costa. Cittadinanza
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