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Il riccio e la volpe |
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Tra i frammenti di Archiloco c’è un verso che dice:
”la volpe sa molte cose, ma il riccio ne sa una grande”
…..Il verso può essere assunto, in senso figurato, a indicare una delle più profonde differenze che dividono gli scrittori, i pensatori e, addirittura, gli esseri umani in generale.Esiste infatti un grande divario tra coloro, da una parte, che riferiscono tutto a una visione centrale, a un sistema più o meno coerente o articolato, con regole che li guidano a capire, a pensare e a sentire, … e coloro, dall’altra parte, che perseguono molti fini , spesso disgiunti e contraddittori, magari collegati soltanto genericamente , de facto, per qualche ragione psicologica o fisiologica , non unificati da un principio morale o estetico. La personalità intellettuale o artistica del primo tipo appartiene ai ricci, la seconda alle volpi;…….e senza neanche preoccuparci troppo di cadere in qualche contraddizione,possiamo dire che, in questo senso, Dante appartiene alla prima categoria, Shakespeare alla seconda; Platone, Lucrezio, Pascal, Hegel, Dostoevskij, Nietzsche, Ibsen, Proust, sono in varia misura ricci; Erodoto, Aristotele, Montaigne, Erasmo, Moliere, Goethe, Puskin, Balzac, Joyce, , sono volpi. Isaiah Berlin,IL RICCIO E LA VOLPE, Adelphi,1986
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